la Joëlette

un ponte che unisce due mondi

La storia della Joëlette

La Joëlette è una particolare carrozzina a una o due ruote  inventata nel  1987 da  Joël Claudel, una guida alpina francese, per regalare una gita in montagna a suo nipote affetto da una malattia rara. Un mezzo di trasporto capace di resistere alle strade più impervie e difficili, capace di arrampicarsi sui sentieri di montagna per condividere la bellezza della natura con chi quei luoghi non li avrebbe mai potuti raggiungere con la forza delle proprie gambe.
La Joëlette nasce per avvicinare alla natura persone che altrimenti la vedrebbero solo in televisione, riesce a superare alcune barriere fisiche ed a rendere possibile delle esperienze altrimenti impensabili.

La Joëlette oggi

Negli ultimi anni partendo dalla Francia per arrivare poi in Italia, la Joëlette è stata utilizzata per gare podistiche su strada integrandosi grazie ad organizzatori avveduti ed entusiasti, partecipando con gli altri runner.
Generalmente si corre in 5, il ragazz* trasportato chiamato “Capitano” e 4 runner detti “Alfieri“.

Esistono molti sport paralimpici ma difficilmente una persona con scarsa autonomia motoria può partecipare o praticare queste attività. Lo sport non é solamente attività fisica, ma una scuola di vita e partecipazione. Con la Joëlette non solo si rende possibile l’attività outdoor ma si diventa parte attiva di un team per partecipare a competizioni, corse e maratone.

Oggi la Joëlette è venduta da Ferriol-Matrat.

SOD ITALIA E LA JOËLETTE, UN PONTE CHE UNISCE DUE MONDI

Diana Vitali (Presidente di Sod Italia) e la sua famiglia hanno trovato in questo strumento un’opportunità concreta per creare un ponte tra il mondo della disabilità e gli altri.
Sod Italia ha portato la Joëlette nella vita di moltissime persone stravolgendola in positivo, nel 2010 ha raccolto fondi per creare il progetto Sod Italia Running Team: “un movimento che vuole ispirare runners e sportivi in tutto il mondo a condividere la loro passione sostenendo la comunità globale delle malattie rare e delle persone con disabilità”.
Un modo per combattere l’isolamento di ogni persona con disabilità attraverso lo sport, la partecipazione e le emozioni condivise durante una corsa.

La doppia anima della Joëlette

La Joëlette regala 2 grandi opportunità :

  1. La persona con disabilità partecipa stando al centro, e non ai margini come accade di solito.
  2. Le persone possono avvicinarsi al mondo della disabilità, per molti sconosciuto, da cui in genere rimangono lontani per tanti motivi, soprattutto perché non si è in grado di interagire.

Nelle gare dedicate alla Joëlette, l’equipaggio viene squalificato se qualcuno resta indietro.
Quindi durante la corsa bisogna guardarsi l’un l’altro e correre al passo del più lento, ascoltare tutti, perché tutti sono importanti, sullo stesso piano e nessuno deve restare indietro. Dopo una corsa con la Joëlette  impegnativa, una corsa importante, tutte le persone dell’equipaggio si guardano in una maniera diversa, si vive un po’ la sindrome dei reduci, perché si ha la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza forte e impattante. Tra l’equipaggio si instaura un legame speciale che li legherà nel tempo.

“Ho visto l’entusiasmo in persone sconosciute, catturate dall’uragano joëlette. Ho visto la trasformazione in alcuni amici, timidi e chiusi che, invece, a contatto con i nostri ragazzi, sono riusciti a tirare fuori il meglio di loro stessi. Ancora non ho conosciuto nessuno che non si trasformi guidando la Joëlette perché il miracolo degli occhi, la voce e i sorrisi di qualcuno meno fortunato colpisce ogni runner, donandogli quella dimensione profonda di esistenza. E così il mondo degli altri entra in sintonia con il mondo di Irene e di tutti quelli come lei.”

“Capitolo 20 / Il Vento in Faccia.” Irene Sta Carina: Una Vita a metà, di Anna Claudia Cartoni e Simonetta Hornby, Harpo, Roma, 2020.

Anna Claudia, la mamma di Irene, autrice del libro “Irene Sta Carina: Una Vita a metà” racconta molto bene il loro incontro con le Joëlette e di come questo magico momento abbia cambiato la loro quotidianità.
Le famiglie e le persone con disabilità si trovano ad affrontare non solo le difficoltà della disabilità ma anche un dolore meno evidente, la solitudine e l’isolamento. La Joëlette è il mezzo tramite il quale questa barriera viene infranta, perché regala emozioni a tutti: runner, trasportati e le loro famiglie. È un mezzo che necessita di tanti amici intorno per essere spinta trainata e tenuta in equilibrio.
La corsa diventa quindi un’attività di squadra, si condivide la fatica ci si supporta a vicenda, si creano profondi legami e avviene uno scambio tra runner e trasportati che arricchisce entrambi nel profondo.

 “Tre parole possono racchiudere il significato della nostra avventura: difficoltà, fatica e follia. Nei mesi di avvicinamento alla gara in Francia la difficoltà si è trasformata in sfida, la fatica in un’emozione condivisa e la follia è stata la realizzazione di un sogno. E questo sogno continua, si fa strada per donare il sorriso a chi da solo resterebbe indietro. L’entusiasmo si espande a macchia d’olio per raggiungere tutti coloro che hanno bisogno di sentirsi parte di un mondo migliore, che hanno bisogno di dividere le proprie risorse con chi ne ha di meno.

“Capitolo 20 / Il Vento in Faccia.” Irene Sta Carina: Una Vita a metà, di Anna Claudia Cartoni e Simonetta Hornby, Harpo, Roma, 2020.

La Joëlette non è un semplice ausilio per persone con disabilità ma è un vero e proprio tramite per la condivisione di un’esperienza comune e permette di rivelare la bellezza delle persone con disabilità. Con la Joëlette possiamo realizzare un cambiamento, possiamo fare in modo che chiunque abbia accesso a tutti i contesti della vita sociale, culturale e sportiva. Sod Italia si impegna affinché sia data a tutte le persone la possibilità di essere viste oltre la malattia, oltre la disabilità nella propria unicità e nello sport abbiamo trovato un meraviglioso alleato.
Lo sport ha la capacità di includere e unire le persone, di abbattere i muri della solitudine e andare oltre la disabilità.

Leggi le testimonianze di chi ha provato l’emozione di una corsa con la Joëlette.

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