testimonianze

le emozioni nel mondo degli altri

Le testimonianze di chi ha provato l’emozione di una corsa con la Joëlette

Tutte le testimonianze sono tratte da : “Capitolo 20 / Il Vento in Faccia.” Irene Sta Carina: Una Vita a metà, di Anna Claudia Cartoni e Simonetta Hornby, Harpo, Roma, 2020.

 “Conoscendo questi eroi – splendidi catorci nel “mondo degli altri” – così meravigliosamente perdenti, ne sono rimasto affascinato, incantato dai loro sforzi e dalla tanta passione per provare la gioia e il gusto di partecipare, solo quello… proprio le emozioni che, per la tensione della gara, troppe volte non ho provato, anche quando ho vinto! In Francia ognuno di noi era esattamente nel posto in cui voleva essere, perché ognuno ci ha portato tutto quello che poteva e trovato proprio quello che cercava. E così, Carolina si è emozionata, ha pianto e riso, vinto coppe e regalato medaglie. La piccola Irene ha sopportato un’odissea di quattro giorni per offrire un’ora di emozione e gratitudine ai suoi genitori. Maurizio dall’Elba ha fatto quel viaggio in Francia con la sua famiglia che sognava da tempo, si è divertito. Qualcuno ha cercato una ripartenza, altri ascolto e amicizia. Una sfida, un po’ di emozione, un riscatto o semplice bisogno di amore. Abbiamo mangiato porchetta e ostriche, parlato e ascoltato, urlato a squarciagola e sussurrato parole di conforto, perso e vinto, corso e dato abbracci con tutto quello che avevamo in corpo. Abbiamo vestito la maglia azzurra e cantato l’inno con tedeschi, francesi e spagnoli. Tutti fratelli di un’Italia inclusiva, sincera, generosa e fiera, esattamente come dovrebbe essere! Anche se, rientrati a casa, ognuno è tornato alla propria quotidianità, resta in noi la soddisfazione immensa di esser stati per poche ore sul tetto del mondo. E tutti, almeno una volta nella vita, hanno il sacrosanto diritto di starci”.

Carlo

 “Il mondo che è stato aperto davanti a noi, dall’allegria, dalla purezza, dalla dolcezza, dalla riconoscenza che abbiamo visto all’arrivo negli occhi di Carolina, Irene e Maurizietto, difficilmente lo vedete negli occhi di qualcuno che controlla il proprio conto in banca, negli occhi di chi si compra un abito nuovo o negli occhi di chi viene acclamato al potere. Solo la vera ricchezza di essere con il prossimo, di sentire la fatica delle cose fatte per amore, può insegnarti che il mondo deve essere un posto più bello per tutti, soprattutto per coloro che cercano la felicità in cose che non gliela porteranno mai”.

Tullia

 “Beh l’avventura del Mondiale di Joëlette in Francia è finita, si torna a casa. Non abbiamo fatto il miglior tempo, ma abbiamo vinto perché abbiamo dato tutto, tutto tutto, non potevamo correre nemmeno 1 sec. più veloce, perché abbiamo corso con il sorriso sulle labbra, perché Carolina alla fine era commossa, perché abbiamo cantato l’inno più bello del mondo a squarcia gola dal palco, perché abbiamo avuto tutti l’impressione di essere esattamente dove volevamo essere”.

Alberto

 “Mi preoccupavo di best-time, di stress pre-gara, di fallimenti… ma oggi ho capito che lo sport è inclusione, che la vittoria non dipende dal risultato e che Anna Claudia e Fernando sono i miei veri eroi. Ma te, piccola Irene, mi hai conquistato e il tuo bacio è il mio personal best!”

Lorenzo

 “Metti una domenica di inverno con Carlo e Federica che ti dicono “Dai! Venite a fare con noi i mondiali di joëlette.” Metti che ricevi il video del grande Maurizietto dell’Elba che vuole sentire il vento in faccia. Metti una sera a cena a casa di Irene dove ti senti in famiglia anche se non conosci nessuno. Metti Villa Ada e il laghetto di Tor di Quinto ad allenarci faticosamente tutti insieme con le joëletts, ma anche a fare festa mangiando porchetta… Metti sopra tutto Maurizio, Irene e Carolina. Metti, metti, metti, ma noi più che mettere abbiamo ricevuto entusiasmo contagioso e indimenticabile! ”

Fabiana

 “Un’avventura grandiosa dalle mille emozioni. E la cosa più bella di tutte è la voglia che mi avete messo di essere un uomo migliore ogni giorno. Grazie e sempre “Dajone”

Tommaso

 “Sono passati più di 20 anni dall’ultimo mondiale in cui avevo le farfalle allo stomaco, mi brillavano gli occhi e avevo un obiettivo vero, concreto, che mi ero scelta. La sera prima di questo mondiale avevo le stesse emozioni, gli stessi desideri. Ma a questi si aggiungono le emozioni che i ragazzi e i nuovi amici con cui ho corso mi hanno dato e mi stanno dando. Abbiamo regalato una giornata senza barriere a quelle famiglie che durante l’anno vengono dimenticate e spesso abbandonate in una società sorda e cieca. La condivisione è una grande forza. Domenica eravamo tutti complici, tutti diretti verso un unico obiettivo: correre con il vento in faccia. ”

Alessandra

 “Quando Diana mi ha detto di partire in Francia con Carolina e altri due ragazzi e na cifra di persone fantastiche, ho accettato, considerando questo viaggio la mia rinascita. Irene, Carolina e Maurizio, tre ragazzi fighissimi e col cuore pieno di vita, gli occhi felici e il vento in faccia. Quel vento che ci da e gli da vita. Ho conosciuto genitori guerrieri, amici uniti dalla voglia di vivere, una voglia che nulla può spezzare. Quello che mi avete dato in questi giorni ha reso la mia rinascita viva, di un sole unico e raro. Grazie di cuore!”

Fabiana

 “Ognuno di noi porterà nel cuore un pezzetto di questa avventura, io porto gli abbracci: dati, ricevuti, rubati, emozionati e commossi! Il mio cuore è colmo di gratitudine e amore. Grazie.”

Federica

 “Avete mai provato, a soffiare sul nasino di un bimbo appena nato, nella sua culla? Spalancherà gli occhi, con un’espressione tra la gioia e lo stupore. Credo sia questa, l’espressione che ho intravisto a tratti sui loro volti, mentre braccia e gambe di amici e genitori li spingevano su quelle strane carriole, fatte di tubi e ruote, cercando, con tutta la forza che avevano, di restituire a loro, e a sè stessi, il bisogno, o forse quasi la necessità, di condividere il “viaggio”, per vivere finalmente un attimo di normalità. ”

Andrea

 “Con il vento in faccia si abbraccia la joëlette, si spinge chi non potrebbe spingere, si vola sognando emozioni da condividere con chi sembra non poterle condividere: la ricetta è pronta, condita dal sudore e dalle lacrime, insaporita dalla gioia di regalare emozioni estreme a chi vive nell’estremo della vita tutti i giorni.”

Riccardo

 “Ho partecipato con la joëlette all’Appia Run. Le strade lungo le quali ho corso mille volte guardando i secondi che passavano, si trasformano in un percorso dove le emozioni prendono il sopravvento sulla fatica e sull’avversario, dove l’obiettivo è convincere e convincersi che stiamo dando un momento di gioia a qualcuno meno fortunato. La tua felicità passa per la felicità di qualcun altro. All’ingresso nello stadio ci hanno sostenuto in moltissimi e ci hanno spinto in quegli ultimi metri come la più dura delle maratone. È stata una vittoria per Irene, per i genitori e per noi che abbiamo contribuito a tutto questo. Irene, a causa della sua malattia, non si sarà resa conto di quello che le stava accadendo intorno, ma dal suo viso, da qualche sguardo, da qualche segno mi sembrava di percepire che si sia goduta quella corsa con il vento in faccia. Sicuramente non cambierà il quotidiano di queste famiglie, ma le abbiamo aiutate a credere che c’è posto per tutti ovunque e questo è un diritto di tutti indipendentemente dalla propria condizione. ”

Paolo

 “Gli atleti in Joëletts sono persone straordinarie che rendono uniti famiglie e gruppi, rendono felici persone che gli stanno vicine con i loro silenzi o con i loro sorrisi, con le loro richieste strane e bizzarre, con la loro voglia di stare per strada come gli altri scorrazzando per le vie della capitale su piste ciclabili, su sanpietrini, sopra e sotto ponti osservando il mondo in modo diverso senza zona di confort, non a casa, non al chiuso ma all’aperto, sotto la pioggia sperimentando una vita ordinaria almeno per una mezza giornata.”

Matteo

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